L’età prescolare (3-5 anni) è una fase importante di sviluppo del bambino, dal punto di vista
motorio, psicologico ed emotivo. Il tatami è un luogo accessibile, senza rischi, piacevole sotto il
profilo sensoriale e psicologico. Il suo spazio aperto, le sue linee e i suoi colori pongono il bambino
in una condizione di assoluta libertà espressiva ed agio mentale. L’attività motoria, praticata
attraverso una chiave di registro ludica, mira ad uno sviluppo multilaterale (quindi non
specializzato) che garantisce al bambino l’acquisizione di un bagaglio motorio completo, capace di
trasformare l’immaginazione in gesto. L’obiettivo è unire fasi di corsa, di salto, di lancio ai primi
rudimenti judoistici, quali le capovolte e le cadute, promuovendone la combinazione reciproca. Le
fasi di lotta a terra, in modo particolare, garantiscono una solida base per l’acquisizione
dello schema corporeo grazie alla combinazione di fasi in cui si striscia, si rotola, si sta a contatto
diretto con il compagno. Dal punto di vista cognitivo e relazionale, il bambino passa gradualmente
da un gioco di tipo solitario a un gioco di tipo cooperativo. I modelli ludici del judo sviluppano le
capacità di socializzazione, cooperazione e imitazione, attraverso l’assegnazione di compiti di
salvaguardia e adattamento ai compagni di gioco, che implementano incredibilmente la sensibilità
empatica. Il contatto fisico rende l’acquisizione di queste capacità assolutamente naturale.